Acque a rischio: Arsenico

L'arsenico è molto conosciuto fin dal passato a causa della sua pericolosità per la salute dell'uomo. Si tratta di un semimetallo molto diffuso in natura i cui componenti sono altamente velenosi. Secondo diversi studi riportati su riviste scientifiche, un’esposizione costante all'arsenico porta a gravi danni, in particolare all'apparato digerente e al sistema nervoso. È stato inoltre comprovato che i composti contenenti arsenico, oltre ad essere cancerogeni, inibiscono gli antiossidanti (ovvero le sostanze del nostro corpo che contrastano l'invecchiamento), interferiscono con le funzioni endocrine degli estrogeni, inibiscono la funzione di importanti enzimi e si possono attaccare direttamente a filamenti di DNA comportando gravi danni. Nelle popolazioni quotidianamente esposte a questo semi-metallo a causa di un prolungato uso di acqua non purificata tramite depuratori o simili, sono stati riscontrati problemi riproduttivi e malattie neurologiche e cardiovascolari.

Arsenico nell'acqua

Fatta esclusione degli impieghi che implicano il contatto diretto con l'arsenico, la più comune forma di assunzione di arsenico è attraverso l'acqua potabile. È stata riscontrata recentemente una correlazione tra tumori ai polmoni, al fegato, al sistema linfatico alla pelle e alla vescica e l'assunzione costante di arsenico attraverso l'aria o l'acqua ingerita. La concentrazione massima di arsenico nell'acqua potabile di rete è stata fissata, dalla legge italiana, a 10 μg/L poiché viene ritenuto che livelli di arsenico più elevati possano comportare rischi per la salute in modo strettamente dipendente dalla durata dell'esposizione e dallo stato nutrizionale della popolazione esposta, ma ridurre ulteriormente questa concentrazione con depuratori e purificatori d’acqua può cambiare drasticamente il livello di rischio per la propria salute.

Nelle acque minerali la quantità di arsenico stabilita per legge è invece di 50 μg/L. Tuttavia, anche se i valori massimi sono fissati a 10 μg/L per l’acqua di rete e a 50 μg/L per l’acqua in bottiglia, dato che l'arsenico non è l'unica sostanza dannosa a cui siamo esposti giornalmente sarebbe senz'altro meglio bere un'acqua in cui sia inferiore ai 5 μg/L, possibilità infattibile con le acque presenti in bottiglia o che scorrono solitamente nei nostri impianti idrici, ma raggiungibile unicamente tramite l’uso di un depuratore a osmosi inversa . Tra l'altro, in diversi comuni italiani, tra cui ben 91 situati nella regione Lazio, sono stati riscontrati valori di arsenico nelle acque potabili ben superiori a 10 μg/L. Il valore di arsenico contenuto nell’acqua consigliato dall’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, è invece di 0 μg/L.