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L’ ISOLA DI PLASTICA PIU’ GRANDE DEL MONDO

31 Ottobre 2021

È conosciuta come la Great Pacific Garbage Patch ed è la più grande isola di plastica del mondo, situata al largo dell’Oceano Pacifico. Una discarica galleggiante con un’estensione di circa 10 milioni di km², pari alla superficie dell’intero Canada, più grande gli USA. 

Ha iniziato a formarsi intorno gli anni 80 a causa dell’ azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord Pacifico, dotato di un movimento a spirale in senso orario che permette ai rifiuti di aggregarsi fra di loro, questo accumulo viene chiamato con diversi nomi, tra cui Isola orientale di Immondizia o Vortice di Pattume del Pacifico.

Quest’isola di plastica contiene circa 4 milioni di tonnellate di rifiuti plastici e si trova tra la California e le isole Hawaii. Ma non è l’unica isola fatta di bottiglie di plastica, purtroppo: ci sono altre cinque isole di rifiuti plastici che attualmente inquinano i nostri oceani. 

Le altre isole di plastica si trovano sempre nell’Oceano Pacifico si trova la South Pacific Garbage Patch, al largo del Cile e del Perù. Altre due isole sono state trovate nell’Oceano Atlantico, note come la North e South Pacific Garbage Patch. Anche l’Oceano Indiano ha la sua isola, mentre è recente la scoperta dell’isola di plastica ritrovata nel mare del circolo polare artico.  

Ma il problema non si limita all’accumulo, perché questi frammenti piccolissimi di microplastiche vanno a mescolarsi e confondersi con il plancton: le particelle elementari da cui si rigenera la vita negli oceani; Con il risultato che i pesci se ne cibano (e noi con loro) e diverse migliaia di animali marini (balene, uccelli e tartarughe) che spesso muoiono per indigestione di plastica.  

Gli effetti per l’ambiente non sono stati ancora studiati in maniera approfondita e appaiono di difficile valutazione data l’estensione del fenomeno. Si pensa soprattutto alle alte concentrazioni di PCB (molto tossici e probabilmente cancerogeni) che possono entrare nella catena alimentare visto che i filamenti plastici sono difficilmente distinguibili dal plancton e quindi ingeriti da organismi marini, ma anche alla capacità della microplastica di fornire un supporto alla proliferazione di colonie microbiche di patogeni. Più in generale, è preoccupante la presenza di rifiuti pervasivi e tossici, in un ecosistema fondamentale, durante periodi di decine o centinaia di anni.

A differenza dei rifiuti biologici, che sono sottoposti a degradazione, in questa zona oceanica si sta accumulando un’enorme quantità di materiali non biodegradabili. Anziché biodegradarsi, la plastica si fotodegrada, ovvero si riduce in particelle sempre più piccole fino alle dimensioni dei polimero che la compongono; questi rimangono plastica e la loro biodegradazione resta molto difficile.

Con il passar del tempo le bottiglie si sciolgono insieme a tutti gli altri pezzi galleggianti ed evanescenti, persino agli occhi dei satelliti. La maggior parte dei frammenti è così piccola da finire nello stomaco dei pesci, per poi risalire lungo la catena alimentare fino all’ uomo, si stima che oltre il 40% dei pesci ha ingerito microplastiche. 

Il Maremoto in Giappone del 2011 che ha colpito la costa orientale giapponese l’11 marzo 2011 ha provocato un grande afflusso di detriti nell’oceano; questi galleggiando, spinti dalle correnti, si sono distribuiti nell’oceano Pacifico, raggiungendo anche la costa americana, la prima mappatura delle isole di plastica negli oceani risale a luglio 2014 , tuttavia esistono altre isole di plastica nell’Oceano Pacifico per esempio tra La Cina ed il Nord America, questa è stata scoperta nel 2012 ed ha una grandezza  tra 700.000km2 e i 10 milioni di km2.

Secondo l’UNEP l’ isola di plastica sta crescendo così in fretta che, sta iniziando a diventare visibile dallo spazio. L’aumento dell’isola di plastica però non è collegato solo alle microplastiche, la presenza dei rifiuti di grande formato è stato da tutti sottostimato. 

Secondo vari studi entro il 2050 ci sarà più plastica che pesci in mare, a meno che non si faccia qualcosa. 

Se vuoi dare il tuo contributo a contrastare questo problema e vivere in un pianeta più sano, ti invitiamo a visitare la sezione prodotti del sito www.aquanova.it per dire definitivamente addio al consumo di bottiglie di plastica.

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